E’ legnanese la birra più buona d’Italia

Si fa in città la birra migliore del Paese: nuovo riconoscimento per il birrificio

di CHRISTIAN SORMANI

Pubblicato il 3 febbraio 2018
Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2018 ore 07:17

Legnano, 3 febbraio 2018 – Parla legnanese la birra più buona d’Italia. Ancora un riconoscimento importante per il Birrificio di Legnano che ha partecipato al concorso «best Italian beer 2017», piazzando due birre al primo posto due al secondo e una al terzo. «Siamo molto soddisfatti per un risultato che premia il lavoro svolto finora. C’è tanta legnanesità attorno a tutto questo» spiegano i soci. Il luppolo d’oro è stato conquistato nella categoria «American amber ale» dalla «Cinq’Ghei», una birra ad alta fermentazione dal colore ramato ispirata al classico stile americano. Primo posto del podio nella categoria Oatmeal stout anche per l’Olonella, una birra ad alta fermentazione rifermentata prodotta con lo stile classico della stout irlandesi. Medaglia d’argento anche per la «Teresa» e per la «Sghira», due nomi che si legano in maniera indissolubile con personaggi della città di Legnano: una la maschera portata in scena da Musazzi, l’altra il celeberrimo tifoso lilla. Nella categoria «Triple», gloria anche per la «Ciuca», birra prodotta in stile belga. «Abbiamo legato il nostro nome alla città, perché amiamo la storia della città. I nostri riferimenti sono qui e non potevamo far finta di nulla», ammette Simone Ceriani, che insieme al fratello Lele, a Mauro Citterio e ad Ivano Zocchi ha creato l’impero della birra nel legnanese.

La loro sede trasuda storia: in via Garibaldi una volta c’era lo stabilimento della tessitura Bernocchi. Adesso c’è la produzione di un prodotto tutto naturale esportato in tutta Italia e anche all’estero. Lo scorso novembre anche Rete 4 si scomodò con una trasmissione per raccontare gli abbinamenti cibo-birra forniti dal noto birrificio legnanese. «Ci hanno chiesto le abbinate classiche mostrando il cibo che noi serviamo nel nostro ristorante, utilizzando sempre la birra. Abbiamo avuto un grande riscontro». Una scommessa fra amici, concretizzata il 24 giugno del 2015. All’inizio dieci dipendenti, adesso sono il doppio e le richieste continuano ad aumentare. «Produciamo circa 140mila litri all’anno e siamo sempre in attività. Aperto sette giorni su sette, tutti i giorni dell’anno». Alle birre tradizionali si è aggiunta anche quella «gluten free», la «Patì Patem», ispirata al tradizionale stile tedesco della Kolsch e dal colore giallo dorato. «Facciamo birra per passione e cerchiamo per quanto possibile di utilizzare prodotti a chilometro zero. Usiamo ad esempio miele di un agriturismo legnanese, oltre a materie di primissima qualità». Il punto di forza è però il mastro birraio, una persona con alle spalle venti lunghi anni di esperienza nel settore che di fatto garantisce un prodotto artigianale, ma naturale al 100%, portando avanti una antica tradizione, sempre in evoluzione.